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miércoles, enero 03, 2007

Dimmi come passi le notti (Pier Cortese)



Quando ripenso al tempo che tu mi chiedevi se eravamo il vento
Penso e ripenso ai giorni che tu mi sapevi regalare il meglio
Dare, dire, ore, parlare di segreti e di ambiti tesori,
Sereno era sempre sereno il cielo che copriva l’odore di grano.
Ma dimmi come passi le notti, tu dimmi come passi le notti…

Ora… che sento anch'io il bisogno di guardarti e di stringerti ancora
Che sono diventato un uomo fragile anch’io da allora..
Amico non lasciare questa voce tremare nell’aria…

Piove ogni tanto anche dentro di te?, O cammini sorridendo a un figlio?
Ti è capitato di pensare a me?, O sei ancora chiuso nel tuo sbaglio?
Vivo, bene, ora, ho mille desideri da scrivere ancora..
La vita, rubiamo la vita, mettiti la giacca che usciamo stasera…
Ma dimmi come passi le notti, tu dimmi come passi le notti…

Ora…che sento anch'io il bisogno di guardarti e si stringerti ancora
Che sono diventato un uomo fragile anch’io da allora..
Amico non lasciare questa voce tremare nell’aria……

Aspettiamo un tempo nuovo per riprenderci la nostra dignità [Ora]
Aspettiamo un tempo nuovo per riprenderci la nostra libertà [Ora]

Ora... (x5)

Ma dimmi come passi le notti, tu dimmi come passi le notti…

domingo, diciembre 17, 2006

Rosa pastello (Belanova)



Si, io volevo essere quella donna
la mamma dei tuoi figli
ed insieme andare sul altare
dritto all´ultimo sangue
ed al finale nè parlare
i due ci distruggevamo
ed al finale, che tale
io e tu gìa non essistiamo

No, non voglio essere quella donna
lei andò ad un abisso
e tu
non sei quel che ha promesso
essere il mio super eroe, e che
tutto è finito, non c'è pìu
daremo due strani, io
ti dimenticherò, mi dimenticarei
a mai.

e dove è, quel bottone
che porta alla felicità
luna di miele, rosa pastello
cose banale ed allocaggioni
ed al finale nè parlare
i due ci distruggevamo
ed al finale, che tale
io e tu gìa non essistiamo


No, non voglio essere quella donna
lei andò ad un abisso
e tu
non sei quel che ha promesso
essere il mio super eroe, e che
tutto è finito, non c'è pìu
daremo due strani, io
ti dimenticherò, mi dimenticarei
a mai.
Ta..ta..ta

sábado, diciembre 16, 2006

Estate (Negramaro)

In bilico
tra santi e falsi dei
sorretto da
un’insensata voglia
di equilibrio
e resto qui
sul filo di un rasoio
ad asciugar
parole
che oggi ho steso
e mai dirò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra tutti i miei vorrei
non sento più
quell’insensata voglia
di equilibrio
che mi lascia qui
sul filo di un rasoio
a disegnar
capriole
che a mezz’aria
mai farò

non senti che
tremo mentre canto
nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai

in bilico
tra santi che
non pagano
e tanto il tempo
passa e passerai
come sai tu
in bilico e intanto
il tempo passa e tu non passi mai

nascondo
questa stupida allegria
quando mi guardi

non senti che
tremo mentre canto
è il segno
di un’estate che
vorrei potesse non finire mai!

lunes, mayo 01, 2006

Cammino (I Tre - 2006)

Cammino, cammino senza te
per il tuo viottolo, che non ha fine
Transito per paese senza parlare
Pigio viottoli senza mare
Seguo, non so dove vado
la tua stella vivirà dove sono.
Avev'ero l'ego una marca
Avev'ero Cristo una santa?
Oppure qualcosa migliore?
oppure qualcosa peggio?

Cammino, mi distacco di te
per il tuo viottolo, che non ha fine
quindi cammino, mi distacco di te
per il tuo vittolo, che non ha fine

Avev'ero il regno un ranocchio
solo per un mostro di quello ranocchio?
di qualcosa migliore?
oppure di qualcosa peggio?
Cammino, mi distaccio di te
per il tuo viottolo, che non ha fine
quindi cammino, mi distacco di te
muoio per tornare a vivere
muoio per tornare a vivere
e muoio per tornare a vivere.

Via Broletto 34 (Sergio Endrigo, 1988)

Se passate da via Broletto
al numeto 34
toglitevi il capello e parlate sottovoce
al primo piano dorme l'amore mio
è tanto bella la bimba mia
e giura sempre di amarmi tanto
ma quando io la bacio
lei ride e parla d'altro
o mangia noccioline.

Troppe volte mi lascia solo
e torna quando le pare
e poi mi guarda appena, non dice dov'è andata
tante volte penso di lasciarla
io vorrei ma non posso andare
è la mia croce, la mia miseria
ma è tutta la mia vita
per me è tutto il mondo
è tutto quel che ho.

Se passate da via Broletto
al numero 34
potete anche gridare, fare quello che vi pare
l'amore mio non si sveglierà
ora dorme e sul bel viso
c'è l'ombra di un sorriso
ma proprio sotto il cuore
c'è un forellino rosso
rosso come un fiore.

Sono stato io
mi perdoni iddio
ma sono un gentiluomo
e a nessuno dirò il perchè
a nessuno dirò il perchè.

La torre di babele (I Tre, 1997)

Nella torre di Babele
vissero cinquanta sigarette
vissero affastellati
fecero tutti di foglieto
une a une allienatto
tutti bennisimi foderato
Il più pìccolo è quello
e si chiamaba Gabriele

Tabacco fino, cotoni
andarono a vedere il fiume
andarono cantando canzoni
morti di freddo
la pazione di gabriele
fu nuotare nel fiume
li raconto questo al suo zìo
che fu una sigaretta di miele

Il suo zìo, chi fu molto vecchio
non li prese in esame
e quando ha arrivato il habano
foderato intero di caffè
Dove ha andato Gabriele?
chiese inquieto il habano
"Ha andato con gl'altri sigarrete
a vedere il fiume correre"
"Non posso credere quello,
sei un troppo male cittadino
poichè il tuo nipote e fratello
forse mai possa tornare!"

Quando ha arrivato il habano
alla riva del fiume
vide una piccola sigarreta
morta, aperta e distende
senza segnale di vita
Il tabacco si lasciò
restò sparso.
tristezza, pianti, lamenti
regnerà da oggi in Babele
si ci ha morto Gabriele
tutto ha restato in silenzio

Semplicemente un buon fuoco
può fare parca a una sigarretta
ma si he morto e così
come se a un uomo essi uccidano riattacchino
riattacchino...

Non Insegnate ai bambini (G. Gaber, 2003)

Non insegnate ai bambini
no insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa conscienza.

Non elogiate il pensiero
che sempre è pìu raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro, giro, tondo cambia il mondo

Non insegnate ai bambini
non divulgate ilusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura
è tenerli lontano della nostra cultura.

Non esaltate il talento
che è sempre pìu spento
non li avviate al bel canto, al teatro
alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno di un' antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente state
gli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.

Giro, giro, tondo cambia il mondo
giro, giro, tondo cambia il mondo.